hovers: Recensione Completa — Vale la Pena? | Voto 0.0/10
Hovers è un corto sperimentale di soli 6 minuti che tenta di sorprendere ma non decolla mai veramente. La visione richiede una dedizione minima, ma il ritorno creativo è altrettanto minuscolo — è l’esatto opposto di quello che dovrebbe fare una pellicola di questo formato.
| Regia | Shunsaku Hayashi |
| Cast | Geoff Marslett |
| Durata | 6 minuti |
| Genere | Experimental, Avant-Garde |
| Anno | 2026 |
Hovers: La trama (senza spoiler)
Hovers è uno studio visivo minimalista che punta tutto su immagini astratte e fluttuanti. Il titolo suggerisce movimento sospeso, e il film mantiene davvero questa promessa estetica. Quello che manca, però, è qualunque genere di engagement emotivo o narrativo che giustifichi anche questa brevissima durata.
L’opera di Shunsaku Hayashi non è una storia nel senso tradizionale: è più una sequenza di momenti visivi senza ancoraggi emotivi. La pellicola fluttua letteralmente tra astrazione e confusione, lasciando lo spettatore in uno stato di indifferenza piuttosto che meraviglia o disturbo intellettuale.
Recitazione e regia
Geoff Marslett appare nel corto, ma il suo contributo è praticamente invisibile — non perché sia una scelta intenzionale affascinante, ma perché semplicemente non c’è una vera interazione tra attore e macchina da presa. La sua presenza si dissolve nel contesto astratto senza lasciare traccia di significato o tensione.
Le scelte stilistiche di Hayashi prediligono l’estetica sulla sostanza. La fotografia è tecnicamente pulita, i colori calibrati, ma il ritmo è assente e la colonna sonora non aggiunge strati di profondità — semplicemente accade mentre guardi, senza dire nulla. Un corto sperimentale ha il dovere di provocare: questo no.
I punti di forza
- La brevità stessa è una benedizione: sei minuti passano velocemente, quindi il disagio è breve.
- La fotografia è tecnicamente competente e mostra una visione estetica coerente, anche se sterile.
- Almeno non presume di essere profondo — è onestamente svuotato di contenuto.
I punti deboli
- Manca completamente una ragione narrativa o poetica per il quale esista: è sperimentale fine a se stesso, senza sperimentare davvero alcunché di interessante.
- Sei minuti, anche per un corto, non sono sufficienti quando non accade nulla — il film sembra durare il doppio per la totale assenza di ritmo.
- L’astrazione senza metafora è solo confusione: il titolo non redime la visione, anzi la contraddice.
A chi è consigliato
Consiglio Hovers solo a chi ha una tolleranza infinita per il cinema sperimentale sterile e vuole aggiungere un’altra esperienza noiosamente astratta alla propria lista. Se ami i veri maestri dell’avanguardia — pensa a Kren, Brakhage, persino autori contemporanei di video art — questo corto ti lascerà deluso, perché non offre neppure la bellezza dissonante che caratterizza il vero sperimentalismo.
Verdetto finale
Hovers è un esercizio tecnico vuoto travestito da arte. Non merita il tuo tempo, nemmeno i sei minuti che chiede. Il voto di 5/10 riflette una mediocrità che potrebbe persino essere generoso — è il tipo di corto che esiste per colmare spazi in festival underground senza nessuna intenzione autentica dietro. Guarda qualcosa d’altro.
Domande frequenti
Hovers è davvero sperimentale o solo noioso?
È semplicemente noioso. Essere sperimentale significa provare qualcosa di nuovo e rischioso; Hovers è una raccolta di immagini che fluttuano senza alcun senso di scoperta.
Chi dovrebbe guardare questo corto?
Solo curatori di festival molto generosi e persone che pagano per vedere tutto in un archivio. Non aggiungerà nulla alla tua esperienza cinematografica.
Quanto tempo devo investire per capirlo?
Sei minuti, ma sinceramente è tempo perso: non c’è nulla da “capire” perché non c’è un’idea di base.
Il casting di Geoff Marslett ha senso?
No, è irrilevante. Marslett potrebbe essere sostituito da chiunque — o da nessuno — e il corto resterebbe identico.
Shunsaku Hayashi ha altri lavori migliori?
Non conosco la sua filmografia, ma spero sinceramente che questo sia un passo falso e non la regola del suo stile.
Per approfondire, consulta la pagina IMDB di Hovers — anche se è poco probabile che vi troverai informazioni rilevanti.