Mothers

Mothers: Recensione Completa — Vale la Pena? | Voto 0.0/10

Recensione Documentario


⭐ 7.5/10

Mothers è un documentario che non gioca al ribasso: affronta la maternità surrogata da angoli che ti costringono a rivedere le tue certezze. Vale assolutamente la pena vederlo, soprattutto se non sei allergico ai film che ti mettono in discussione.

Regia Alice Tomassini
Cast Documentario — testimonianze dirette
Durata 80 min
Genere Documentario
Anno 2026

La trama (senza spoiler)

Mothers scatta una fotografia spietata di due mondi apparentemente lontani ma legati dalla stessa questione: cosa succede quando lo Stato decide di criminalizare la maternità surrogata? In Cambogia, una legge del nulla manda in galera trentadue donne che avevano partorito per altri, trasformandole in madri forzate di bambini che dovevano consegnare. È brutale, è reale, ed è il punto di partenza perfetto per un’indagine che non scherza.

Il film non si limita a una denuncia superficiale: tira in ballo anche l’Italia e la normativa che rende la pratica un reato universale, mettendo a rischio famiglie arcobaleno e coppie sterili che hanno già percorso questa strada all’estero. Al centro c’è Lia, una ragazza che rivendica il suo diritto a esistere nonostante sia nata da una pratica oggi criminalizzata. La pellicola sceglie di non scegliere facilmente: ascolta tutti, pesa ogni argomento, e ti lascia con più domande di quante risposte ti dà.

Recitazione e regia

Qui non ci sono attori in senso tradizionale, ma i volti delle protagoniste sono la vera recitazione: riescono a comunicare contraddizioni, paure, determinazione senza esagerare, perché vivono davvero quello che racccontano. Le donne cambogiane catturate dalla legge mostrano una dignità che spezza il cuore; Lia invece porta la sua storia generazionale con una consapevolezza che ti sorprende. Ogni testimonianza è costruita con rispetto, senza paternalismi.

Alice Tomassini dirige con una sobrietà che merita rispetto. La fotografia non è vistosa ma precisa, i tempi sono calibrati per assorbire il peso delle parole senza distrazioni visive, e la struttura parallela tra Cambogia e Italia funziona come uno specchio che rimanda i riflessi uno sull’altro. Non c’è manipolazione: la regista fa un passo indietro e lascia che il documentario respiri da solo.

I punti di forza

  • La scelta di raccontare storie parallele senza forzare un’unica morale: Mothers ti lascia pensare, non ti martella con risposte preconfezionate.
  • La voce di Lia è il cuore della pellicola — una generazione che deve legittimare la propria esistenza in un mondo che la criminalizza è una prospettiva raramente centrata così bene nel documentario.
  • La ricerca è seria e documentata: i dati sulle leggi, le conseguenze reali, i numeri delle donne coinvolte sono verificati e mai usati per fare retorica a buon mercato.

I punti deboli

  • A tratti il ritmo si appesantisce: ottanta minuti avrebbero potuto essere settanta senza perdere nulla, e ci sono sequenze dove il documentario rimane fermo quando potrebbe muoversi.
  • La colonna sonora è quasi invisibile, il che è un pregio, ma a volte lascia i momenti più tesi senza quella spinta emotiva che avrebbe consolidato l’impatto — non è un difetto grave, ma è percettibile.

A chi è consigliato

Se ami documentari civili come 13th di Ava DuVernay o The Children Act (anche se fiction), Mothers è fatto per te. È consigliato a chiunque sia interessato a questioni di diritti riproduttivi, diritto di famiglia, e soprattutto a chi non ha paura di cambiare idea dopo aver visto qualcosa. Anche chi pensa di avere già risposte definitive su maternità surrogata dovrebbe guardarla: il film non è qui per confermarti, è qui per metterti in discussione.

Verdetto finale

Mothers è uno di quei documentari rari che non fa comodo a nessuno, e per questo motivo è importante. Non è perfetto — ha i tempi lunghi e qualche scelta registica conservatrice — ma è onesto, è rigoroso, e soprattutto ha il coraggio di non cercare scorciatoie emotive. La regia di Alice Tomassini sa che il materiale è già abbastanza potente, e sceglie di non inquinarlo con violini drammatici. Merita di essere visto, discusso, e soprattutto studiato come esempio di documentarismo civile fatto bene. Voto 7.5/10 — non è perfetto, ma è necessario.

Domande frequenti

Di cosa parla il documentario Mothers?

Mothers affronta la criminalizzazione della maternità surrogata in Cambogia e Italia, seguendo le storie di donne che hanno partorito per altri e un’adolescente nata da questa pratica che rivendica il diritto a esistere.

Chi è la regista di Mothers?

Il film è diretto da Alice Tomassini, che ha scelto un approccio documentaristico sobrio e rispettoso, evitando manipolazioni emotive.

Quanto dura il documentario Mothers?

La pellicola ha una durata di 80 minuti, una lunghezza contenuta che mantiene l’attenzione senza appesantire.

È un film per tutti o solo per chi è interessato a questi temi?

Ha una visione migliore chi è già interessato a questioni civili, ma è pensato per generare dibattito anche tra chi non ha ancora un’opinione formata sulla maternità surrogata.

Dove posso guardare Mothers?

Verifica la disponibilità su piattaforme italiane di distribuzione documentari e festival cinematografici. Consulta la pagina IMDB per aggiornamenti sulla distribuzione.