Noi due sconosciuti: Recensione Completa — Vale la Pena? | Voto 6.0/10
Noi due sconosciuti è una di quelle pellicole che ha il coraggio di mettersi in gioco con una premessa coraggiosa, ma non sempre riesce a mantenere l’equilibrio tra commedia e dramma. Vale la pena guardarla? Sì, se ami storie sulla paternità e le menzogne ben intenzionate, ma sappi che non è un capolavoro.
| Regia | Janicke Askevold |
| Cast | Lisa Loven Kongsli, Herbert Nordrum, Rolf Kristian Larsen, Nasrin Khusrawi, Kaveh Tehrani |
| Durata | 99 min |
| Genere | Commedia, Dramma |
| Anno | 2025 |
La trama (senza spoiler)
Noi due sconosciuti ci racconta di Edith, una giornalista scorbutica e madre single che ha concepito il figlio tramite inseminazione artificiale. Un giorno scopre l’identità del donatore biologico e decide di rintracciarla — ovviamente mentendo spudoratamente. La scusa? Un’intervista giornalistica. Quello che parte come un trucco subdolo si trasforma gradualmente in una relazione strana, toccante e sempre più complicata.
L’atmosfera del film oscilla tra il comico e il toccante, con la Norvegia come sfondo quieto e nord-europeo. Aspettati una storia sulle bugie che nascono dall’amore e dall’assenza, dove nessuno è davvero il cattivo. La pellicola non ti sorprenderà per l’originalità della trama, ma per come scava nella vulnerabilità dei personaggi.
Recitazione e regia
Lisa Loven Kongsli porta Edith con una grinta dura, quasi difensiva — esattamente quello che serve per una madre che costruisce muri attorno a sé. Herbert Nordrum nel ruolo del donatore è il contraltare perfetto: disponibile, ingenuo, un po’ fragile. La loro chimica è il vero motore del film, anche se non sempre sfiora momenti di vera magia. Le loro conversazioni iniziano congelate e gradualmente si scongela.
Janicke Askevold sa come dirigere il silenzio e gli sguardi lunghi — il suo stile è discreto, quasi scandinavo nella sua riservatezza. La fotografia è piacevole senza essere memorabile, il ritmo è tranquillo, a volte persino pigro. La colonna sonora non mi è rimasta addosso, ma assolve il suo compito. Non ci sono scelte audaci dal punto di vista visivo, ma neanche sciocchezze.
I punti di forza
- La premessa è genuinamente interessante e permette di esplorare il tema della paternità biologica versus emotiva in modo insolito, senza moralismi banali.
- La crescita del rapporto tra i due protagonisti ha momenti sinceri dove senti il peso delle loro vulnerabilità e del non-detto.
- Lisa Loven Kongsli riesce a rendere toccante una donna che per natura tende a essere chiusa e scontrosa, facendo sembrare ogni cedimento emotivo una conquista.
I punti deboli
- Il tono oscilla in modo sgradevole tra commedia leggera e dramma pesante, senza mai trovare un equilibrio vero — a volte scivola verso il melodrammatico senza accorgersi.
- La trama procede in modo prevedibile: sai benissimo quando avverrà la scena della rivelazione, e quando accade non c’è davvero sorpresa, solo la solita escalation di menzogne.
- Alcuni personaggi secondari sono poco sviluppati e servono solo a far avanzare la trama, come il figlio di Edith che rimane una presenza sfumata.
A chi è consigliato
Se ami **dramedy** scandinave come Solomamma su IMDb, storie sulla riconciliazione familiare e personaggi tormentati ma umani, questo film fa per te. È perfetto per una sera pigra dove vuoi qualcosa che non ti logorera il cervello ma ti farà comunque riflettere. Non è per chi vuole brividi, colpi di scena o risate garantite — è per chi apprezza il cinema che si muove piano e guarda negli occhi le persone.
Verdetto finale
Noi due sconosciuti è un film onesto che non pretende di essere più di quello che è: una storia intima su due persone che scoprono di avere legami inaspettati. Non è un capolavoro, ma nemmeno uno spreco di tempo. Vale la pena guardarlo se hai novanta minuti e cerchi una pellicola che non ti stancherà e che ti regalerà qualche momento di sincerità. Il mio voto rimane 6/10 perché il film raggiunge i suoi obiettivi modesti senza mai osare davvero, ma lo fa con competenza e sensibilità.
Domande frequenti
Noi due sconosciuti è una commedia o un dramma?
È un ibrido consapevole: parte come commedia leggera ma scivola verso il dramma più pesante nel secondo atto. Non è una **dark comedy**, è più una dramedy che alterna toni in modo non sempre fluido.
Quanto è toccante il film?
Ha momenti autentici soprattutto attorno alla paternità e alla ricerca di appartenenza, ma non ti farà piangere. È più un “mi sento in pace” che “mi è venuto un magone”.
É necessario guardare il film originale “Solomamma”?
No, questo è il titolo internazionale (Solomamma è il titolo norvegese). È lo stesso film, non un remake. Non devi guardare nulla prima.
Il finale è soddisfacente?
È realistico e coerente con il tono del racconto, ma non aspettarti una conclusione “e vissero felici e contenti”. È più malinconico e aperto ai sentimenti di chi guarda.
Quanto dura e come è il pacing?
99 minuti giusti, senza fronzoli. Il ritmo è tranquillo, quasi meditativo — perfetto se ami il cinema scandinavo lento, ma potrebbe sembrare noioso se preferisci film più dinamici.