Serpenti

Serpenti: Recensione Completa — Vale la Pena? | Voto 5.5/10



5.5/10

Serpenti è un film che parte da una premessa geniale e la butta al vento nel secondo tempo, trasformandosi in un esercizio di stile vuoto che non sa decidersi tra il dramma introspettivo e la farsa grottesca. Vale la pena guardarlo solo se ami il cinema di Roberto De Paolis e il paradosso kafkiano come stilema narrativo, altrimenti ti lascia con un senso di incompiutezza fastidioso.

Regia Roberto De Paolis
Cast Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto, Valeria Golino, Daniele Parisi
Durata 93 min
Genere Dramma, Commedia
Anno 2026

La trama (senza spoiler)

Serpenti racconta la storia di Paolo Marra, un uomo che ha ucciso sua moglie senza un perché apparente e che, divorato dal rimorso, decide di costituirsi volontariamente. La premessa è forte: uno dei pochi personaggi che vuole davvero pagare per i suoi crimini si ritrova invisibile, ignorato, intrappolato in un labirinto burocratico dove nessuno lo prende sul serio.

Il film esplora questo paradosso con una trama che si muove tra la tragedia personale e la satira sociale. Avvocati zelanti, poliziotti distratti, cartomanti e cavilli legali diventano i personaggi attorno a cui ruota il tentativo disperato del nostro protagonista di trovare giustizia. È dark comedy che vuole essere anche dramma d’identità, ma la pellicola fatica a trovare l’equilibrio giusto.

Recitazione e regia

Leonardo Lidi è il vero cuore del film: porta una densità emotiva agli occhi che la sceneggiatura non sempre supporta, soprattutto quando il racconto scivola nel grottesco. Alessandro Borghi come avvocato opportunista funziona, Pietro Castellitto aggiunge inquietudine, e Valeria Golino riesce a creare una presenza quasi spettrale in poche scene. Il cast non ha difetti tecnici; il problema è che De Paolis non sa cosa fare di loro.

La regia presenta scelte interessanti: inquadrature piatte e destabilizzanti che sottolineano l’assurdità burocratica, una fotografia che oscilla tra il realismo grigio e il quasi-orrore. Il ritmo, però, è erratico. La pellicola accelera dove dovrebbe soffermarsi, medita dove dovrebbe essere sardonica. La colonna sonora rimane in sottofondo quasi invisibile, il che è un peccato perché l’unico momento che rimane è proprio l’assenza di una voce narrativa chiara.

I punti di forza

  • La premessa kafkiana è davvero originale: mostrare l’invisibilità del pentimento in una società che ignora il rimorso genuino è un’idea che meritava un film migliore.
  • La performance di Leonardo Lidi è capace di trascinare lo spettatore anche quando la sceneggiatura tradisce il personaggio, grazie a una gestualità sofferente che comunica più delle battute.
  • Alcuni momenti di satira burocratica sono acutissimi: l’inseguimento assurdo tra istituzioni crea scene che rimangono appiccicate in memoria per il loro grottesco specifico.

I punti deboli

  • Il film non decide mai se è una dark comedy o un dramma psicologico, e questa indecisione lo affonda: le transizioni di tono sono brusche e immotivate, creando scene che stonano l’una dopo l’altra.
  • La sceneggiatura affronta il tema centrale (il bisogno di riscatto e il fallimento del sistema) senza mai approfondirlo davvero, preferendo la superficie grottesca al conflitto interno che darebbe peso alla storia.

A chi è consigliato

Se ami il cinema europeo sperimentale e film come le opere di Aki Kaurismäki o la dark comedy scandinava, potresti trovare qualcosa da apprezzare nei frammenti migliori di Serpenti. È consigliato anche a chi segue De Paolis come autore e vuole completare la sua filmografia. Non è per chi cerca intrattenimento leggero o dramma lineare: la pellicola esige pazienza, e non sempre la ripaga.

Verdetto finale

Serpenti è un film che aveva tutte le carte in regola per essere una riflessione tagliente sulla giustizia, il rimorso e l’assurdità burocratica, ma sceglie di restare in superficie, ballando tra il dramma e la farsa senza padroneggiare nessuno dei due. Vale la pena vederlo? Solo se sei un cinefilo accanito disposto a tollerare l’incompiutezza in nome di qualche scena memorabile. Per gli altri, rimane un’occasione mancata. Voto: 5.5/10 — ambizioso, ma incompleto.

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Domande frequenti

Di che cosa parla il film Serpenti?

Racconta la storia di Paolo Marra che, dopo aver ucciso sua moglie, si costituisce volontariamente ma nessuno lo prende sul serio. È intrappolato in un paradosso kafkiano dove la burocrazia lo rende invisibile nonostante il suo bisogno disperato di pagare.

Serpenti è una commedia o un dramma?

È etichettato come dramma e commedia, ma il film fatica a stare in entrambe le categorie. Ha momenti di dark comedy acuta alternati a sequenze di dramma introspettivo, senza trovare mai un equilibrio coerente tra i due registri.

Vale la pena guardare Serpenti?

Vale la pena solo se ami il cinema sperimentale europeo e sei disposto a tollerare un’opera incompleta. La premessa è geniale, ma l’esecuzione lascia a desiderare; la performance di Leonardo Lidi è il valore aggiunto principale.

Qual è il voto di Serpenti su TMDB?

Serpenti ha un voto di 5.5/10 su TMDB, riflettendo l’accoglienza tiepida della critica: un film interessante nelle intenzioni ma problematico nella realizzazione narrativa.

Chi dovrebbe guardare Serpenti?

È pensato per cinefili, seguaci di Roberto De Paolis, e appassionati di cinema europeo sperimentale. Non è adatto a chi cerca intrattenimento convenzionale o una storia lineare e soddisfacente