Yes

Yes: Recensione Completa — Vale la Pena? | Voto 6.1/10


7.0/10

Yes è una pallottola incendiaria sparata dritto al petto dell’ipocrisia: Nadav Lapid non concede respiro, e nemmeno dovrebbe. Se cerchi cinema che ti massacra la coscienza mentre balli, questo è il film che fa per te.

Non è perfetto, certo — 152 minuti a volte diventano un’orgia visiva senza freno — ma è impossibile non sentirsi sporchi dopo averlo visto, e in questo momento storico è esattamente quello che serve.

Regia Nadav Lapid
Cast Ariel Bronz, Efrat Dor, Naama Preis, Aleksej Sebrjakov, Sharon Alexander
Durata 152 min
Genere Dramma, Commedia
Anno 2025

La trama (senza spoiler)

Yes segue Y., un musicista jazz in crisi che insieme alla moglie Jasmine, ballerina di talento, naviga il sottobosco dell’élite israeliana nei giorni dopo il 7 ottobre. Loro vendono arte, corpo e anima a chi ha potere e denaro, ballando letteralmente sopra il dolore collettivo. La premessa è già devastante: mentre il paese sanguina, loro navigano feste piene di eccessi e illusioni.

Quello che accade è che Y. riceve l’incarico di comporre il nuovo inno nazionale, e da quel momento la pellicola diventa una discesa nel purgatorio della complicità. Lapid costruisce una satira che non risparmia nessuno: non gli artisti opportunisti, non il potere che li corrompe, non il pubblico che gode dello spettacolo mentre ignora il prezzo umano. È scomodo, viscido, bellissimo e disgustoso.

Recitazione e regia

Ariel Bronz è straordinariamente vulnerabile nei panni di Y.: riesce a farci simpatizzare un personaggio che è fondamentalmente un opportunista, e questa è una scommessa che vince completamente. Efrat Dor come Jasmine è fredda e calcolata, il che la rende ancora più tragica. Il loro rapporto — fatto di seduzione, indifferenza e una complicità che non riescono nemmeno a nominarsi — è il vero cuore pulsante del film.

Lapid dirige come se il cinema fosse un’arma: plani lunghi, musica che arriva come uno schiaffo, colori che esplodono nei momenti più inappropriati. La fotografia è deliberatamente bella quando dovrebbe essere brutta, e questo contrasto non è mai casuale. Il ritmo è caotico perché dovrebbe essere caotico — ogni scena è un pugno allo stomaco che non ti aspetti.

I punti di forza

  • La satira politica è senza mezze misure: Lapid non cerca il compromesso, demolisce l’ipocrisia dell’arte come strumento di evasione davanti alla tragedia.
  • La regia visiva è ossessiva, ogni fotogramma è costruito per disturbare: colori vivaci, corpi nudi, eccesso continuo che ti mette a disagio.
  • Il rapporto tra i due protagonisti è complesso e credibile: non è amore, non è odio, è dipendenza e auto-distruzione mascherata da romanticismo.
  • La colonna sonora jazz è perfetta perché contraddice tutto quello che vediamo: musica bella per un’immagine brutta, eleganza su corruzione.

I punti deboli

  • 152 minuti sono troppi, e a un certo punto il film inizia a ripetersi: Lapid fa il punto che vuole fare intorno ai 90 minuti, poi insiste ancora e ancora fino al limite della sopportazione.
  • Alcuni personaggi secondari rimangono bidimensionali — servono più come figuranti di una danza macabra che come persone — e questo a volte spezza l’immersione.

A chi è consigliato

Questo film è per chi ama il dramma politico senza compromessi tipo Il Disagio di Costa-Gavras o Holy Spider di Mehrdad Karami. Se pensi che il cinema debba provocare, che l’arte abbia una responsabilità morale e che il comfort sia il nemico della verità, allora Yes è il tuo film. Sconsigliato a chi cerca intrattenimento leggero o chiusure narrative rassicuranti.

Verdetto finale

Yes è un film che lascia le cicatrici. Non è un capolavoro — è troppo lungo, troppo compiacente nella sua bellezza visiva, a volte ripetitivo — ma è un’opera che merita di essere vista perché fa quello che il cinema dovrebbe sempre fare: costringerti a guardarti allo specchio. Lapid non perdona nessuno, nemmeno lo spettatore, e in questo momento è esattamente quello che serve. Vale la pena sopportare i 152 minuti, anche se non è sempre piacevole. Voto: 7/10.

Domande frequenti

Yes è basato su una storia vera?

No, è una finzione che Lapid ha costruito come allegoria della situazione israeliana dopo il 7 ottobre. L’incarico dell’inno nazionale è inventato, ma il conflitto morale è totalmente autentico.

Quanto è forte il contenuto? Ci sono scene difficili?

Sì, il film è esplicito: sesso, nudità, violenza verbale. Non è estremo in senso splatter, ma la nudità è usata come arma narrativa, e l’atmosfera è costantemente tesa e sporcheggiante.

Qual è il genere del film? È una commedia o un dramma?

Yes è un’opera che mescola commedia e dramma deliberatamente: usa il riso per renderti più consapevole della tragedia. È una dark comedy politica, non una commedia nel senso tradizionale.

Il film è in inglese, ebraico o russo?

È principalmente in ebraico con scene in russo e inglese. Non c’è una lingua dominante perché la Babele linguistica riflette il caos morale del racconto.

Dove posso guardare Yes online?

Dipende dalla tua zona geografica. Puoi controllare su piattaforme di streaming europee o sulla pagina IMDB per le informazioni sulla disponibilità aggiornata.