Era meglio domani

Era meglio domani: Recensione Completa — Vale la Pena? | Voto 6.1/10


⭐ 6.1/10

Era meglio domani è uno di quei film che parte con un’idea brillante ma finisce per perdersi tra l’ironia smaliziata e la nostalgia francese. Vale la pena guardarlo se ami le commedie fantascientifiche leggermente assurde, ma non aspettarti una rivelazione.

Regia Vinciane Millereau
Cast Elsa Zylberstein, Didier Bourdon, Mathilde Le Borgne, Céline Fuhrer, Maxim Foster
Durata 103 minuti
Genere Commedia, Fantascienza
Anno 2025

La trama (senza spoiler)

Francia, 1958. Era meglio domani ci piazza in una famiglia borghese dove Michel — consulente creditizio in banca — sistematicamente rifiuta i prestiti che cambieranno il mondo: supermercati, cinture di sicurezza, IKEA. Preferisce finanziare le idee che confermano il suo ordine mentale, anche se destinate al fallimento. Intanto la moglie Hélène vince una lavatrice moderna e il mondo comincia a scricchiolare sotto i piedi della famiglia.

Il film gioca con il concetto di quanto siamo ciechi di fronte al futuro, quanto le nostre scelte piccole e quotidiane determinano il corso della storia. È una dark comedy con ambizioni filosofiche, però la pellicola tende a perdere il filo tra una gag e l’altra, trascinandosi senza urgenza narrativa verso un finale che non sorprende.

Recitazione e regia

Elsa Zylberstein porta sulle spalle il peso della famiglia con una performance solida e consapevole — ogni gesto di Hélène rivela frustrazione trattenuta. Didier Bourdon è Michel perfetto: rigido, autoreferenziale, impeccabilmente stupido nella sua mancanza di visione. Il duo funziona perché entrambi sanno quando essere comici e quando diventare umani.

Vinciane Millereau dirige con un occhio ai dettagli degli anni Cinquanta, ma il suo ritmo scricchiola. Usa molti primi piani, lunghe pause per l’effetto drammatico, ma a volte il gioco si ferma e diventa pura pantomima. La colonna sonora rimane quasi assente quando dovrebbe guidare le emozioni — e in una commedia di questo tipo è una perdita cruciale.

I punti di forza

  • La premessa è solida e il concept — mostrare cosa accade quando rifiutiamo il futuro — è un’arma satirica perfetta contro il nostro tempo di false certezze.
  • Il film sa divertire nei momenti di massima assurdità, specialmente quando i personaggi scoprono le conseguenze delle loro scelte.
  • La ricostruzione estetica del 1958 francese è credibile e affascinante, con un’attenzione ai dettagli che rende il mondo tangibile.

I punti deboli

  • Il ritmo è glaciale per una commedia: 103 minuti sentiti come 150, con scene che si allungano senza ragione narrativa apparente.
  • Il finale è prevedibile e poco incisivo, come se Millereau non avesse il coraggio di spingersi oltre la critica sociale da salotto francese.

A chi è consigliato

Se ami commedie francesi intelligenti tipo quella dell’era Klapisch, ma anche se non ti importa il respiro lento, allora Era meglio domani fa per te. Piace anche a chi ama la fantascienza soft senza effetti speciali. Sconsigliato a chi vuole risate veloci e trama spedita — questo film ha il tempo di una partita a scacchi in caffè, mossa dopo mossa.

Verdetto finale

La pellicola di Millereau è intelligente ma pigra, brillante nelle intenzioni ma stanca nell’esecuzione. Era meglio domani merita di essere visto per il concept e le performance, ma non ti cambierà la vita. È il film perfetto per una sera in cui hai tempo da perdere e voglia di pensare a cosa avremmo potuto fare diversamente. Vale un 6.1 perché funziona, ma non basta per farsi ricordare.

Domande frequenti

Era meglio domani è adatto a tutti?

Meglio dai 14-15 anni in su: contiene temi sessuali (una gravidanza adolescenziale) e ironia che richiede una certa consapevolezza sociale. Non è un film per bambini.

Quanto è fantascientifica la storia?

Più un espediente narrativo che scienza vera: il viaggio nel tempo non è centrale, serve per fare una critica dolce al rifiuto del progresso. Se cerchi sci-fi adrenalinica, non lo trovai qui.

Dura troppo?

103 minuti non sono molti sulla carta, ma il film sente la necessità di rallentare costantemente. Con un montaggio più severo potrebbe stare sotto i 90 e guadagnarci.

Come si compara ad altri film francesi del genere?

È più lento e filosofico di Klapisch, meno demenziale di Audiard. Sta a metà tra serietà e commedia senza padroneggiare completamente nessuna delle due.

Qual è il miglior momento per guardarla?

Serata di pioggia, magari dopo cena, quando sei già predisposto al ritmo lento e hai voglia di riflettere sulla vita. Non è un film da guardare stanco.

Per approfondire, puoi trovare il film anche su IMDB, dove gli utenti condividono opinioni più varie sulla pellicola di Vinciane Millereau.