Il diavolo veste Prada 2: Recensione Completa — Vale la Pena? | Voto 6.0/10
Il diavolo veste Prada 2 è un sequel che arriva dieci anni dopo il capolavoro originale, e se da un lato offre ancora il piacere di vedere Meryl Streep dominare lo schermo, dall’altro dimostra che alcuni film non avevano bisogno di un seguito.
La pellicola non dispiace, non ti fa arrabbiare — semplicemente non ti tocca come il primo. È competente, ben confezionato, pieno di abiti costosi e battute slick, ma manca quella scintilla di genialità che rendeva il racconto originale immortale.
| Regia | David Frankel |
| Cast | Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Kenneth Branagh |
| Durata | 120 min |
| Genere | Dramma, Commedia |
| Anno | 2026 |
La trama (senza spoiler)
Siamo tornati a Runway, la rivista di moda più potente di New York, dove Andy Sacchetti — ormai un’editor di successo — si ritrova di nuovo al cospetto di Miranda Priestly, la leggenda vivente del fashion. Questa volta non si tratta di una rapida reunion, ma di un progetto che le costringe a lavorare gomito a gomito, riaprendo vecchie ferite e domande mai davvero risolte sul significato del successo.
Il diavolo veste Prada 2 tenta di esplorare cosa sia diventato il mondo della moda in un decennio, come le donne si siano evolute nelle loro carriere, e soprattutto cosa significhi per loro il potere. Il tono rimane quello di una commedia drammatica sofisticata, con squarci di satira sociale, ma questa volta il risultato è più levigato e meno tagliente di quanto ci si aspetterebbe.
Recitazione e regia
Meryl Streep è ancora il cuore pulsante del film: ogni sua apparizione carica la scena di autorità magnetica e umorismo glaciale che solo lei sa dosare con quella precisione. Anne Hathaway porta una maturità diversa rispetto al primo film, più consapevole e meno ingenua — il che va bene, ma fa perdere parte del contrasto narrativo che rendeva interessante la loro dinamica. Emily Blunt è una sorpresa gradevole, anche se il suo personaggio soffre di una costruzione narrativa incerta. Stanley Tucci e Kenneth Branagh aggiungono colore, ma non abbastanza.
David Frankel ha scelto un approccio più riflessivo rispetto al ritmo quasi frenetico del primo capitolo. La fotografia è splendida — i colori, le composizioni, quella New York autumn fashion week è una festa per gli occhi — ma il montaggio a volte rallenta il pacing in modo sospetto, come se Frankel stesso stentasse a trovare il ritmo giusto per questa storia. La colonna sonora è discreta, elegante, ma dimenticabile: non rimane in testa come quella del 2006.
I punti di forza
- Meryl Streep rimane una forza della natura: ogni riga pronunciata, ogni sguardo è oro puro — la scena in cui Miranda affronta il suo passato è veramente commovente.
- La fotografia di moda è bellissima, con una cura estetica che rende ogni quadro una cartolina — i look di scena sono ispirati e il costume design lavora davvero bene.
- Ci sono momenti di satira acuta sulla cultura digitale che ha cambiato il mondo della moda — il film non è completamente sordo al presente, anche se avrebbe potuto spingere molto più in là.
I punti deboli
- La trama è prevedibile e non offre particolari colpi di scena: segui gli eventi sapendo esattamente dove andranno a parare, senza mai sentirti veramente spiazzato dalla storia.
- La dinamica tra Andy e Miranda perde quella tensione che le rendeva affascinanti — il conflitto si risolve troppo dolcemente, trasformando quello che dovrebbe essere un duello d’intelletti in una conversazione civilizzata fra colleghe.
- Alcuni personaggi secondari sono sottosviluppati e il film non sa come usarli davvero bene, sprecando il carisma di attori bravi come Branagh.
A chi è consigliato
Se ami la commedia leggera e il genere drammatico con buone dosi di fashion porn, allora Il diavolo veste Prada 2 ti piacerà — soprattutto se sei rimasto affezionato al mondo di Runway. Vale anche per chi ama i film con Meryl Streep in qualsiasi forma. Se invece cercavi un seguito che ripetesse la magia del primo film, o un’indagine più spietata e contemporanea sul mondo della moda moderno, resterai deluso. Non è un film per chi vuole una dark comedy tagliente.
Verdetto finale
Il diavolo veste Prada 2 è un film che si guarda con piacere ma senza passione — esattamente quello che non vorresti da un grande sequel. Streep salva tutto ciò che può, la regia è competente, la fotografia splendida, ma manca lo sguardo critico e la freschezza narrativa che facevano grande il primo capitolo. È il film del compromesso: abbastanza divertente da non far perdere il tempo, abbastanza mediocre da non lasciar traccia nella memoria. Vale la pena vederlo? Sì, se sei un fan del genere. Vale la pena sacrificare il ricordo perfetto del primo film? No, meglio rivederlo quello. Voto netto: 6/10.
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Domande frequenti
Il diavolo veste Prada 2 è migliore del primo film?
No, assolutamente. Il primo è superiore in ogni aspetto — dalla sceneggiatura al ritmo narrativo, dalla chimica tra le attrici all’impatto dello storytelling. Il seguito è competente, ma non tocca quell’equilibrio perfetto.
Meryl Streep è ancora brava nel ruolo di Miranda Priestly?
Sì, Streep è ancora magnetica e domina ogni scena. La sua performance è probabilmente il miglior motivo per guardare il film — rimane un’attrice di classe e intelligenza rara.
Bisogna aver visto il primo film per capire il sequel?
Tecnicamente puoi seguire la trama, ma perderai l’impatto emotivo di molti riferimenti e della dinamica tra i personaggi. Conviene rivedere l’originale prima.